LE GAFFE DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO: COME EVITARLE
Scritto da Linda Collepiccolo • Giovedì, 4 marzo 2010 • Categoria: Viaggi - Avventura
Grazia Valci, autrice romana di numerosi saggi e romanzi, è di nuovo nelle librerie con un altro spassoso manuale "Non facciamoci riconoscere! 100 modi per non fare il solito italiano all'estero".
La quarta:
"Diciamo la verità, qualche volta la triste fama che ci portiamo dietro quando viaggiamo è ampiamente meritata: chiassosi, prepotenti, poco rispettosi dell'ambiente, ignoranti delle lingue e dei custumi locali.
Insomma, spesso ci facciamo riconoscere...
Ebbene, il volume di Grazia Valci prende lo spunto da questa amara verità per passare in rassegna, nel modo ironico e garbato che conosciamo dai suoi libri precedenti, alcune delle regole di galateo e di buona creanza che noi italiani - non tutti s'intende - ci ostiniamo a non rispettare, a casa nostra come all'estero, al ristorante come in auto o in fila davanti a un museo, a Roma coma a Madrid, New York o Parigi.
Qualora poi, oltre a non voler farci riconoscere come i soliti italiani, volessimo addirittura assurgere a maestri del "saper vivere" internazionale, presto detto: il libro abbonda anche di informazioni e notizie sulle usanze e il galateo specifici dei vari paesi stranieri.
E se alcune consuetudini sono cosa nota (ad esempio, nel Regno Unito pochi comportamenti sono mal tollerati come intengere i biscotti nel tè o nel latte, così come nei paesi musulmani è consigliabile un abbigliemento più castigato rispetto ai consueti calzoncini e canottiera), molte altre sorprenderanno anche i globe trotter più instancabili: quanti di voi sanno che le infradito in Corea vanno evitate perchè sono il segno di riconoscimento delle prostitute, e che in Giappone soffiarsi il naso è da maleducati?".




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