CAOS: UN GIORNO SENZA IMMIGRATI
Scritto da Linda Collepiccolo • Lunedì, 1 febbraio 2010 • Categoria: Società - Politica
Vladimiro Polchi, giornalista e autore televisivo, è in questi giorni in tutte le librerie con il suo ultimo libro "Blacks out. 20 marzo, ore 00.01. Un giorno senza immigrati" un libro che è in parte romanzo e in parte inchiesta.
La quarta:
"20 marzo 2010. Ore 00.01. E' il caos, anzi la paralisi. I cantieri edili si fermano di colpo. Chiudono le fabbriche. L'industria manifatturiera spegne le macchine.
Vuoti i mercati ortofrutticoli. Restano abbandonati i grandi campi di pomodori in Puglia. Nelle grandi città, la metà dei muratori parla romeno.
In Abruzzo, il 90 per cento dei pastori è macedone. In Val d'Aosta, a fare la fontina sono i migranti: nei trecento alpeggi della regione, gli italiani sono meno del 10 per cento.
In Emilia Romagna, tra gli addetti al Parmigiano Reggiano, uno su tre è indiano.I lavoratori stranieri sono decisivi nella produzione del prosciutto di Parma, della mozzarella di bufala a Caserta, del Brunello di Montalcino e dei vini doc nella provincia di Cuneo.
E ancora: chiudono ristoranti, alberghi e pizzerie. Tra le famiglie si scatena il panico: scompaiono badanti, colf e babysitter.
E' boom di ricoveri d'anziani e disabili negli ospedali. La sanità è in tilt: quella privata, dove lavorano quasi centomila infermieri stranieri, e quella pubblica, che si avvale del loro lavoro tramite cooperative e piccole società di servizi.
Si fermano i campionati di calcio, basket e pallavolo. Molte parrocchie restano senza prete. Tremano le casse dell'Inps.
Quale catastrofe si è abbattuta sull'Italia? Nessuno se lo aspettava.
Eppure, quei manifestanti erano apparsi ovunque. "Blacks Out. 20 marzo, ore 00.01".
Di colpo erano scomparsi. Tutti. Lo sciopero degli immigrati paralizza il paese".




0 Commenti
Aggiungi Commento